Roman Feral, nato a Parigi nel 1990, incarna la figura
dell'artista contemporaneo capace di colmare il divario tra il design di lusso
e le belle arti, un percorso influenzato dalla sua crescita nel cuore della
capitale francese dove l'alta moda è parte integrante del tessuto culturale.
Sebbene la sua formazione includa un passaggio presso i prestigiosi Ateliers de
Sèvres, Feral rivendica con orgoglio la sua natura di autodidatta
perfezionista, che lo ha spinto a sviluppare una tecnica ingegneristica proprietaria
per creare le sue sculture: utilizza farfalle vere, provenienti da riserve
naturali etiche in Africa e Asia, montandole su strutture quasi invisibili che
simulano un movimento ascensionale dinamico, dando l'impressione che lo sciame
stia esplodendo dall'interno di iconici bauli Louis Vuitton, borse Goyard o
confezioni Cartier.
Questa ricerca della perfezione lo ha portato, negli anni
successivi al suo debutto, a evolvere la sua pratica oltre l'uso di materiali
organici per abbracciare la scultura monumentale in bronzo, collaborando
strettamente con la storica Fonderia Bocquel in Normandia, nota per aver
prodotto le opere di maestri come César e Arman. Per queste opere, Feral
impiega una tecnica complessa che richiede oltre novanta ore di lucidatura
manuale e l'uso di decine di chilogrammi di metallo per replicare paradossalmente
la leggerezza delle ali e la texture della pelle di coccodrillo o dei tessuti
pregiati, rendendo eterno e indistruttibile ciò che in natura è fragile.
Il suo posizionamento nel mercato dell'arte è stato
consolidato non solo dal successo di critica durante l'Art Basel Miami Beach
del 2018, ma anche dall'inserimento in collezioni di altissimo profilo; oltre
alla già citata acquisizione da parte della Maison Chanel per il proprio
patrimonio storico, le sue opere sono entrate nelle residenze di celebrità
internazionali e importanti collezionisti privati. Ispirandosi a giganti
dell'arte come Damien Hirst per l'uso delle farfalle e Takashi Murakami per la
fusione tra pop e lusso, Feral continua a lavorare dal suo studio di Miami,
esplorando nuove narrazioni visive che interrogano lo spettatore sul valore del
tempo, sulla mortalità e sulla persistenza della bellezza attraverso l'oggetto
di lusso.